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Edizioni Menabò D’Abruzzo

Sabatino De Sanctis
Brain priority

Brain priority
Le meraviglie e le zone d'ombra della nostra mente narrate attraverso pensieri, storie, curiosità e un pizzico di neuroscienze
Il libro, esplorando il cervello, racconta di un inconsueto viaggio-guidato nel mondo della sicurezza: sul lavoro, nel sociale, nel tempo libero e in famiglia.
Si spiegano i complessi meccanismi dei nostri atteggiamenti e del perché ci si comporta con superficialità di fronte a certi rischi. Si svelano i segreti per riuscire a cambiare il proprio comportamento specialmente quando esso assume un carattere tossico.
L'autore affronta il tema dell'over confidence e delle scorciatoie mentali.
Primo capitolo

Ho scritto un libro insolito. Eh, già! Uno di quei libri che aiutano ad apprendere nozioni di cui nessuno vuole occuparsi, perché in apparenza sembrano non servire. Per esempio, esistono organi nel nostro corpo di cui la maggior parte della gente non sa niente e sembra non volerne sapere niente, come se non avessero alcuna funzione.

Ne volete uno? Il pancreas.

Quanti di voi sanno realmente a cosa serve e per quale motivo ce lo portiamo dentro? Eppure, è lì e se non funziona o lo “scassiamo”, per così dire, sono guai seri! Non credo siano in molti a sapere perché il pancreas si chiama in questo modo. Sono stati i Greci a dargli nome. La parola chiave è kréas, che vuol dire “carne”, mentre il suffisso pan vuol dire “tutto”. Quindi, “pezzo tutto di carne”. Mizzica, che fantasia! Questo nome gli è stato attribuito il giorno in cui aprirono chirurgicamente il primo cadavere e trovarono tanta di quella carne che il “cerusico” di turno, all’ennesimo pezzo, urlò: «Perissotero pancreas!» Ancora tutta carne. Il pancreas, in verità, è una grossa ghiandola che produce due umori linfatici importantissimi: il succo pancreatico, che serve per la digestione, e l’insulina, che serve a mantenere il giusto livello di glucosio nel sangue. Dunque, anche se poco conosciuto, il pancreas è un organo di estrema importanza. Questo era un esempio mirato.

Gioco a carte scoperte: sono un medico e ho sfruttato le mie conoscenze. Non avrei potuto servirmi di un argomento lontano dalla mia cultura scolastica e personale. Sarei stato stato poco credibile. Invece, grazie al cervello vi ho offerto il miglior esempio per sostenere la mia tesi. Et voilà, il nostro protagonista! Ecco un altro organo del quale sappiamo poco e che si suppone abbiano – quasi – tutti: il cervello. In linea di massima, ne facciamo un buon uso. Certo, alcuni lo adoperano pochissimo – e quelle volte che lo fanno, sarebbe meglio che non lo facessero, ironizziamo un po’. Sono sempre stato particolarmente affascinato da questo “budino” grigiastro e pulsante, tanto da imbarcarmi nell’impresa complessa della stesura di questo libro, sperando di potervi e potermi regalare quel pizzico di chiarezza necessaria a comprenderne parte del funzionamento e la sua incommensurabile potenzialità. Lo farò in punta di piedi, senza la pretesa di voler insegnare qualcosa, specie a quelli che del cervello fanno motivo di vita e di studio. Il solo scopo è quello di condividere punti di vista diversi e facilitare la comprensione delle complesse architetture scientifiche e neurologiche del già chiamato “budino”. Per spiegare, tenterò di semplificare al massimo il lavoro a cui sottoponiamo giornalmente quest’immenso laboratorio che ci portiamo dietro fin dal nostro concepimento, posizionato in un punto del corpo che definirei la nostra ‘torre di controllo’. La natura, l’evoluzione, o chissà quale altra bizzarria evoluzionistica, hanno fatto sì che il cervello si trovasse esattamente lì, sopra le spalle. Proprio in cima. In quel punto così strategico da renderlo nobile, delicatissimo, complesso e misteriosamente incomprensibile. Stupefacente! Il cervello è nostro. Ce lo portiamo dentro una scatola (cranica). Eppure, molte volte non abbiamo idea di cosa farcene, e molte altre non sappiamo esattamente cosa sarebbe in grado di fare.

Una cosa è certa: conosciamo il suo immenso potenziale, sebbene poco sfruttato. Lo possiamo usare a qualsiasi ora del giorno e della notte, e ci può aiutare a risolvere faccende estremamente complesse, o a incasinare questioni semplicissime! Tutto sta nel come lo utilizziamo. Il nostro cervello è in grado di renderci re, o sudditi. Eroi, o assassini. Metterci in contatto con entità aliene, oppure non farci vedere neppure il treno che ci sta per investire. Il nostro cervello è un amico leale, mai un avversario. Pensate che a volte è in grado di far lavorare il cervello di un altro, mentre lui si mette ‘in standby’. Il nostro cervello è in grado di modificare la nostra cultura e renderci persone speciali, uniche, leggendarie. O al contrario, persone terribili, temibili, oserei direi delle vere e proprie “merde”. In questo libro, ho maturato la pretesa di volervi parlare di prevenzione per la salute e sicurezza nel lavoro cercando di utilizzare e analizzare proprio le reazioni mentali. Proverò a capire perché la nostra cultura è frutto di un percorso mentale in continuo movimento ed è capace, attraverso il cervello, di farci fare scelte discutibili e pericolose.

Specifications

  • Pagine: 200
  • Anno Pubblicazione: 2018
  • Formato: 14,5x21
  • Isbn: 9788831922043

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