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Edizioni Il Fiorino

Blerta Roberta
Contagio Globale (Coronavirus)

Contagio Globale (Coronavirus)
Prezzo Fiera 12,00

Ho iniziato a scrivere questo libro nel momento più difficile per tutti noi, ma anche nel periodo più buio della mia vita. Mio figlio è stato colpito pesantemente da questo mostro di virus che lo ha massacrato per quasi due mesi. I miei amici mi avevano consigliato di dedicarlo a mio figlio che aveva vinto la sua battaglia contro il virus. Mi fermai un attimo e ci pensai. Mio figlio e tante altre persone come lui che sono state colpite duramente dal Coronavirus, sono state nella sfortuna... fortunati, perchè loro oggi sono qui insieme a noi, con un domani che sarà migliore. Invece, questo libro lo voglio dedicare dal profondo del mio cuore a tutte le vittime che sono volate via per colpa di questo mostro di virus. Tutte queste vittime innocenti sono state ricoverate d’urgenza e da quel momento non hanno visto più i loro cari, non hanno sentito più la loro voce. E tutto ciò è successo attraverso una chiamata. La dedica è anche per le famiglie di queste vittime. In questo momento così delicato allungo le mie mani verso di loro e in queste mani loro troveranno questo libro dedicato a loro, soltanto a loro, con tanto affetto e amore dicendogli che questo loro dolore ha toccato in profondità il mio cuore e prego sempre per loro! Roberta

Primo capitolo

Avevo iniziato a scrivere un altro libro.

Ma tutto ad un tratto, ho messo da parte quei fogli pieni  di racconti.

Certo, perchè in questo momento c’era qualcosa di più importante da raccontare: si tratta di una questione di vita o di morte che ha colpito tutto il mondo.

C’era una volta… State pensando ad una favola vero??

Magari ad una bellissima favola? Lo vorrei anch’io il racconto di un qualcosa di bello!! Ma non è così.

C’era una volta, una vita per noi, un vivere, un ritmo, un tic-tac dell’orologio che ci svegliava tutte le mattine… chi andava al lavoro, le nostre strade piene di bambini e ragazzi che andavano a scuola, chi per un appuntamento, chi partiva per un viaggio. Noi, tutti noi e i nostri ritmi erano intorno a questo tic-tac.

Ora si è fermato anche il ritmo di questo orologio.

Oggi, non esistono i giorni della settimana per andare qua o là….non c’è differenza fra mattina, pomeriggio, sera e notte.

La nostra vita si è fermata come i battiti di questo orologio.

A volte non hai il tempo di accorgertene, le cose capitano in pochi secondi, e all’improvviso tutto cambia.

E chi l’avrebbe mai pensato che un giorno avremmo guardato così la nostra città.

E poi è arrivato senza nessun invito da parte nostra, perchè lui è un nemico che gira intorno o contro tutti noi. E se noi non facciamo attenzione... lui ti prende, e ti prende proprio lì dove ti fa più male.

Inizia dai figli, genitori, fratelli, amici, conoscenti, cioè le persone del nostro cuore. Per favore abbiate cura di voi, e di tutte le altre persone, perchè oggi anche un vero guerriero resta a casa.

Siamo nelle prime  settimane del Coronavirus.

Le scuole sono chiuse, c’è chi ha iniziato a lavorare da casa, c’è chi è obbligato  ad andare in azienda.

Le notizie ci arrivano attraverso il telegiornale dove il premier Conti dichiara la zona rossa. C’è il crollo produttivo, il turismo in ginocchio, il manifatturiero sfibrato, settori interi sospesi e minacciati.

I ragazzi colgono che si tratta di vacanze ma tacciono pensierosi.

Si rabbuiano solo davanti ai compiti dati tramite il registro elettronico e restano perplessi quando gli si parla di lezioni a distanza. Eppure c’è un dato mite  in tutto questo dilatarsi del tempo. 

Tutto è lento e fermo  sopra le nostre teste.

La scuola è lontana; è un edificio vuoto. L’ufficio anche. La vita sociale, il mondo, gli amici e i colleghi, la sveglia per la campanella della prima ora. La scaletta delle attività.

È tutto altrove. Mentre i giorni passano la situazione peggiora tantissimo.

È un momento difficilissimo, perché ci sono realtà toccate da vicino da questo mostro che è il virus.

C’è quella sensazione che non finisca mai, ma anzi che continui ad aumentare.

Personalmente credo che sia stato un grande errore prendere tutto questo alla leggera.

È un incubo pesante quello che stiamo vivendo, ed ognuno di noi spera di svegliarsi il prima possibile e tornare alla nostra normalità. Qualcuno perde dei propri cari.

Purtroppo questo maledetto virus non lo possiamo vedere, non possiamo percepirlo, non possiamo toccarlo, non possiamo prenderlo per un braccio, trattenerlo o imprigionarlo in una gabbia.

É sempre presente, non ci abbandona, sentiamo sempre il suo fiato vicino al nostro collo, e la sua sottile minaccia.

Quando ci accorgiamo di lui è già entrato, come un indesiderato ladro notturno, che ha ormai varcato l’uscio, vorremo che non lo avesse mai fatto ma non possiamo ormai impedirglielo.

Sta uccidendo noi e i nostri cari e mina il nostro presente e il nostro futuro nel profondo.

Ha fatto chiudere tutto.

Ha cambiato i nostri pensieri, questo stramaledetto visitatore che non abbiamo mai invitato, che appare così piccolo al microscopio e allo stesso tempo forte come uno tsunami.

Ha cambiato in un attimo la nostra vita quotidiana.

Io in primis, e tutti noi siamo diventati attoniti e confusi, annoiati, stiamo subendo ciò che succede, siamo sospesi, non riusciamo né a fare né a pensare.

Siamo fragili, la sopravvivenza è diventata il nostro primo pensiero. Cerchiamo di creare intorno a noi un alone di protezione, qualcosa che ci eviti questo terribile incontro, che non desideriamo e pur tanto non possiamo con certezza evitare.

Cerchiamo di minimizzarlo, diciamo che è come una “normale influenza”, lo demonizziamo, dicendo che è una guerra, anzi… peggio di una guerra perché non si vede e non si sa da dove arriva,  fai fatica a difenderti.

Lo malediciamo perché ci ha posto contro la nostra volontà agli arresti domiciliari.

Aspettiamo sempre con l’ansia di ascoltare le ultime news. Siamo ormai parte dell’informazione, che ha il grande potere di modificare in un attimo il nostro stato d’animo, i nostri sentimenti e la nostra visione, di affossarci o di darci speranza.

Ci sentiamo soli, anzi siamo soli… lontani dalle persone che amiamo, ma siamo soli anche nella stessa casa, dove non possiamo condividere neanche un abbraccio, la paura ci divide.

Ma proprio in questo momento dobbiamo cercare di non mollare, dobbiamo trovare la forza che c’è in noi, e dare un senso a questi giorni, dobbiamo sperare nella partenza di questo mostro prima possibile.

Però è vero anche che non sappiamo niente, se questo mostro se ne andrà definitivamente o se tornerà, se tutto tornerà come prima.

Questo è proprio il momento giusto per dare ascolto alla nostra paura, ci sta suggerendo di essere molto prudenti, che alza l’adrenalina e le difese,  ci fa preservare la nostra salute come primo valore a cui dare molto attenzione.

Mentre aspettiamo la bella notizia che il mostro sia partito per un viaggio senza un ritorno da noi,  impariamo a riempire l’attesa di tensione positiva, di valori e di progetti.

Ad esempio: se prima non avevamo tanto tempo perché eravamo  sempre di fretta, ora possiamo approfittare di scoprire la nostra casa, i suoi angoli che abbiamo dimenticato, possiamo tornare a prendercene cura con passione e delicatezza, perché ogni angolo, ogni cosa, in questa nostra casa è lo specchio del nostro essere.

Una cosa molto importante e fondamentale per tutti noi è che ora abbiamo più tempo per osservare con gli occhi dell’amore la nostra o il nostro partner, i nostri figli mentre fanno le loro cose, possiamo assaporare il loro profumo che lasciano mentre si spostano da una stanza ad un’altra.

E poi ci verrà  spontaneo fermarci a pensare perché capiremo l’immenso valore che sprechiamo ogni giorno della nostra vita, nel non dedicargli quel tempo che meritano.

Beh, questo tempo, questo momento lo possiamo sfruttare per pensare a tante cose.

Proviamo ad ascoltare il nostro ego che diventa sempre piccolo di fronte alla paura della morte che diventa più grande, ammettere a noi stessi che in fondo non siamo così grandi, così onnipotenti, davanti alla grandezza dell’universo.

Cerchiamo di pulire la nostra anima dalla rabbia, dai rancori e dai dolori, arrivando a perdonare anche chi ci ha fatto del male gratuitamente.

Ora prova a fare un bel respiro….

Specifiche

  • Pagine: 86
  • Anno Pubblicazione: 2020
  • Formato: 15x21
  • Isbn: 978-88-7549-866-5
  • Prezzo copertina: 12

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