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EEE Edizioni Tripla E

Michele Zoppardo
Elisa Maiorano

Elisa Maiorano

Provincia di Palermo, anni ’70 del secolo scorso. I vigili del fuoco, intervenuti per domare l’incendio scoppiato nottetempo nella villetta dei coniugi Giaconìa, trovano in camera da letto due vittime carbonizzate e le tracce evidenti di un incendio doloso. Nel giardino retrostante viene rinvenuto un terzo cadavere, un uomo ucciso con un colpo di pistola alla schiena. La polizia ipotizza che si tratti di un delitto mafioso, ma i dubbi non sono pochi. I carabinieri, intanto, trovano il corpo di un giovane in mare, ai piedi di una scogliera: omicidio o suicidio? C’è qualche nesso con il triplice delitto di Palermo? Sono gli interrogativi cui dovrà dare risposta il commissario Sanfilippo, con il contributo dell’investigatore privato Tony Valente, dotato di capacità extrasensoriali, con la preziosa collaborazione del maresciallo dei carabinieri Zappetta.

Un giallo “quasi” classico, con numerosi personaggi che si esprimono sovente in dialetto siciliano e che sono capaci, pur nella drammaticità della vicenda, di strappare anche qualche sorriso al lettore.

 

Primo capitolo

Capitolo I – Il belvedere

 

 

8 maggio 1975 (giovedì) - ore 1.35

 

L’auto che percorreva la strada costiera, giunta all’altezza di un vasto belvedere, si fermò.

Nel parcheggio, debolmente illuminato da quei pochi lampioni che conservavano le lampadine intatte, c’erano solo tre o quattro macchine. Attraverso i vetri appannati s’indovi-navano delle sagome avvinghiate l’una all’altra, come rampicanti al loro traliccio.

L’uomo scese, attraversò lentamente la terrazza e si diresse verso la balaustra di protezione. Vi si appoggiò e inspirò profondamente l’aria salmastra che gli riempì le narici e i polmoni, frizzando piacevolmente. La notte era mite e, dai pini marini che costeggiavano la litoranea, giungeva a ondate il profumo balsamico della resina. Nel cielo stellato spiccava un quarto di luna nascente, che si riverberava sull’acqua appena increspata, mentre poche nubi, lattiginose e sfilacciate, giocavano a rincorrersi e, sfrontate, non si curavano di velare, a tratti, la falce splendente, passandole davanti. Il mare, punteg-giato in lontananza da qualche lampara, era quieto; se ne avvertiva appena lo sciabordio ritmato e sonnacchioso.

Sereno era anche l’animo di quel solitario spettatore notturno, al quale la natura stava offrendo quello spettacolo incantevole, con cui egli, passata la tempesta che gli aveva attraversato l’esistenza rischiando di distruggergliela, si sentiva in piena armonia.

Da quando aveva preso quella decisione, era come chi, tornato alla vita dopo essere stato a lungo in coma profondo, vuol godere di ogni meraviglia del creato e apprezza ogni cosa, anche ciò di cui prima non si accorgeva neanche o che riteneva irrilevante, come quel quarto di luna o quelle stelle o quelle lampare. Eppure, un attimo prima, la sua vita era niente, come un foglio di carta appallottolato e fatto rotolare sulla strada, dove tutti potevano calpestarlo e prenderlo a calci, finché una scopa e una paletta non lo avessero raccattato e gettato nella spazzatura oppure come un guscio di noce finito nel mare in tempesta, percosso dalla pioggia battente, sferzato dall’impeto dei venti, scagliato verso il cielo dalla furia delle onde e poi scaraventato verso la profondità degli abissi. Ma proprio quando aveva visto spalancarsi davanti le porte dell’inferno e sentito l’alito fetido della morte, era approdato in una placida laguna, dove il suo animo aveva trovato ristoro. Ora, però, doveva liberarsi di quell’oggetto infilato nella cintura dei pantaloni e di cui, attraverso la camicia, avvertiva il freddo contatto metallico che lo faceva rabbrividire. Si guardò intorno per assicurarsi che nessuno lo osservasse. Scavalcò il cancello chiuso e scese, con cautela, alcuni gradini della scala in pietra che portava alla scogliera. Giunto nel punto in cui la luce giallastra del lampione, che illuminava quella parte della terrazza, non arrivava più, l’uomo estrasse quella pistola che avrebbe dovuto decidere il suo e l’altrui destino e che ormai non serviva più ai suoi scopi, e la scagliò in mare, lontano più che poté. Qualche spruzzo d’argento e l’oggetto pesante s’inabissò rapidamente per andare a far compagnia ai pesci. L’uomo ritornò sulla strada, risalì in auto e riprese il cammino, con la certezza che nulla era perduto, come per un attimo gli era sembrato, e che la vita poteva tornare a sorridergli.

 

Specifications

  • Pagine: 204
  • Anno Pubblicazione: 2018
  • Formato: 15x21
  • Isbn: 978-88-6690-455-7

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