Eraldo Baldini
Fra l'Adriatico e il West

Fra l'Adriatico e il West
77 racconti "fuori campo"

Settantasette racconti comici, brillanti e surreali, a volte dissacranti, a volte iperbolici, scritti dal maestro del “gotico rurale”

 

Settantasette racconti comici, brillanti e surreali, a volte dissacranti, a volte iperbolici, scritti dal maestro del gotico rurale. Storie venate di suggestioni del grande schermo e di chiacchiere da bar, di cultura pop e di ricordi paesani e d’infanzia. Racconti brevi e spiazzanti che restituiscono un profilo letterario inedito dell’autore di Nevicava sangue.
Ma perché proprio settantasette? Perché negli Stati Uniti, oltre alla famosissima Route 66, c’è anche una meno famosa Route 77, che per la cronaca collega Bronsville, nel Texas, a Sioux City, nello Iowa. Luoghi che richiamano i miti del West, del cinema, del sogno americano vissuto da una terra ai confini con l’Adriatico che nel bene e nel male non ha niente da invidiare al Far West, a saperla guardare e leggere nella prospettiva epica e coinvolgente di Eraldo Baldini.
Questi settantasette racconti commentano fatti di cronaca, trasmissioni televisive, eventi sportivi, vicende vere o fantasiose; a volte sono rivisitazioni sui generis della storia, della scienza e della medicina; brani quasi sempre conditi di ironia, scritti con uno humor intelligente e caustico, un po’ di cinismo e uno sguardo interrogativo, scanzonato ma attento sulla realtà. Un divertissement che non mancherà di irretire e di far sorridere ogni tipo di lettore.

 

Qui la scheda completa: https://www.fernandel.it/catalogo/collana-fernandel/243-eraldo-baldini-fra-l-adriatico-e-il-west

Primo capitolo

Una lettera dalla Svizzera

Stamattina mi è arrivata una lettera dalla Svizzera. Sigillata, di carta spessa e di pregio. Bello persino il francobollo, elegante la calligrafia con cui è stato scritto il mio indirizzo. Nessun mittente, timbro sbiadito da cui non riesco a capire la città di partenza.
Io sono un abitudinario, un vecchio orso che se nella sua tana vede infilarsi anche solo una farfalletta o un refolo di vento va in agitazione. La mia quiete e il mio tran-tran non vanno turbati. Quindi quella lettera mi ha messo in ansia.
Di chi sarà? Cosa ci sarà scritto? Cosa vogliono da me? L’ho posata sulla scrivania e mi sono messo a pensarci.
Ho avuto una morosa svizzera, tanti anni fa. Una bella ragazza, insegnate elementare, alta e dai capelli chiari. Molto dolce. Ho vissuto con lei per un po’, ma non la sento da anni. Sarà sua, la missiva? Avrà avuto un ritorno di fiamma? Mi comunicherà forse che, per un inusitato caso biologico, sta vivendo una gravidanza maturata con vent’anni di ritardo e io sto per diventare papà del bambino più lento e posticipato del mondo?
Oppure a mia insaputa (una condizione che oggi va di moda) sono titolare di un ricco conto svizzero e mi dicono che sono maturati interessi principeschi? O che la Finanza e l’Interpol stanno indagando su quel conto e si preparano a mandarmi una cartella esattoriale capace di annientarmi?

Ancora: potrei forse avere ereditato la quota maggioritaria di una prestigiosa fabbrica di cioccolato, e mi si sta prospettando la possibilità di andare in quegli stabilimenti per assaggiare a mio piacimento tutta la produzione, ingurgitando fondente, praline e robe simili, con grande sprezzo per il mio fegato e proteste di piazza delle mie emorroidi?
Vogliono per caso intitolarmi una strada a Berna? La preferirei a Zurigo, è una città che amo di più. O magari, conoscendo lo stato del mercato librario italiano, mi propongono un posto come assaggiatore di formaggi o come malgaro in un pascolo alpino. Oppure è il Cern di Ginevra che mi vuole come cavia per qualche pericolosissimo esperimento nell’acceleratore di particelle, senza sapere che io sono non solo contrario, ma addirittura impossibilitato ad ogni tipo di accelerazione. Boh.
Ci ho pensato, pensato, pensato e mi sono angosciato. Perché non me la sentirei di accollarmi un figlio inatteso, né voglio un ricco conto bancario (sono solo complicazioni, inoltre io sono abituato a vivere di poco). Non posso mangiare cioccolato, visto che sono in faticosa dieta perenne, e non mi interessa avere una strada in Svizzera col mio nome. E non posso mangiare formaggio, per via del colesterolo.
Quindi, niente. La lettera l’ho bruciata senza neppure aprirla, e adesso mi sento molto meglio, anche se da una batosta psicologica e nervosa come questa mi ci vorranno almeno due settimane per riprendermi.

Specifications

  • Pagine: 240
  • Anno Pubblicazione: 2015
  • Formato: 14 x 20
  • Isbn: 9788898605200

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