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Mario B.Lugari
I MAGNIFICI BORGHI DELL'EMILIA ROMAGNA

I MAGNIFICI BORGHI DELL'EMILIA ROMAGNA
Prezzo Fiera 25,00
Itinerari fuori porta fra arte, storia e leggende - Guida (vedi video trailer)

Un viaggio straordinario nei luoghi extraurbani più interessanti dell’Emilia Romagna. Si tratta di una selezione dei 44 borghi più belli della regione.
L’Emilia-Romagna vanta una rete di castelli e di borghi medievali che ha pochi riscontri in altre parti d’Italia. Secondo l’inventario compilato dall’Istituto regionale per i beni culturali, le rocche e i castelli giunti fino a noi integri, o parzialmente integri, sono circa 350. Ancora più numerosi (oltre 1500) sono i siti castellani ridotti a rudere o a semplice memoria storica.

Primo capitolo

1 - Un trattino che unisce

L’Emilia-Romagna vanta una rete di castelli e di borghi medievali che ha pochi riscontri in altre parti d’Italia. Secondo l’inventario compilato dall’Istituto regionale per i beni culturali, le rocche e i castelli giunti fino a noi integri, o parzialmente integri, sono circa 350. Ancora più numerosi (oltre 1500) sono i siti castellani ridotti a rudere o a semplice memoria storica.

Accanto al castello, ma normalmente più in basso rispetto ad esso, si trova quasi sempre un piccolo abitato: il borgo. La parola borgo è di derivazione germanica (burg) e nella lingua di Goethe originariamente serviva per indicare un sito fortificato. I Romani latinizzarono il termine (burgus) e lo usarono per designare la torre di un sistema difensivo.

Il trattino che separa e al tempo stesso unisce il toponimo Emilia-Romagna, se da un lato attesta il carattere bipolare della regione, dall’altro non ne intacca la sostanziale uniformità geomorfologica e paesaggistica.

Secondo vari studiosi, ciò che diversifica la Romagna dall’Emilia è dovuto all’indole della popolazione, a determinati aspetti folkloristici, alla vivace letteratura dialettale, più che all’ambiente naturale e al paesaggio.

Anche sotto l’aspetto culturale e artistico la regione è un tutt’uno, come afferma Guido Piovene nel suo fortunato “Viaggio in Italia”, dove lo scrittore vicentino quando parla dell’Emilia sottintende tutta l’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini.

Parlando del patrimonio artistico della regione, infatti, Piovene scrive che “senza contare la gloriosa pittura ferrarese del Rinascimento, che può conoscersi anche altrove, l’Emilia contiene almeno quattro grandi nuclei d’arte, indispensabili a chi voglia conoscere il nostro paese. Ravenna, con i suoi mosaici, è un nucleo d’arte bizantina senza eguali al mondo. L’architettura e la scultura romaniche fanno a Modena e a Parma alcune delle loro massime prove. Predomina a Bologna il gotico, ma in un aspetto originale. La nostra architettura del Rinascimento non ha raggiunto mai forme più pure che a Ferrara, a Cesena e a Rimini.”

Nel XV secolo (e praticamente fino al Settecento) l’Italia è suddivisa in tanti piccoli Stati, dove si afferma una particolare istituzione, la “corte”, che si configura come il fulcro della vita politica, sociale e culturale del principato.

Per dar lustro alla propria casata e abbellire la città capitale, il sovrano (principe, duca, marchese, conte, signore) chiama presso la corte i maggiori filosofi, poeti e artisti del tempo, ai quali commissiona la stesura di opere letterarie e la costruzione di palazzi, chiese e teatri.

Non è un caso che il poema più significativo del Rinascimento porti la firma di un poeta emiliano: Ludovico Ariosto.

Le donne, i cavalier,

l’arme, gli amori, /

le cortesie, l’audaci imprese io canto”.

Sono i due versi con i quali il grande intellettuale-cortigiano al servizio degli Este apre l’Orlando furioso, capolavoro assoluto della poesia italiana del Cinquecento.

D’altronde, dove poteva nascere un’opera letteraria così immaginifica (e così attuale per il tema sul rapporto tra uomo e donna) se non in una regione ricca come nessun’altra di splendide corti rinascimentali, di grandi e piccole capitali?

Escludendo Bologna e le città della Romagna, sottomesse allo Stato della Chiesa già alla fine del XV secolo, nella sola Emilia si contano nel Cinque-Seicento più di dieci Stati con relative corti: Ducato di Ferrara (poi di Modena e Reggio); Ducato di Parma e Piacenza; Principato di Carpi; Ducato di Guastalla; Ducato della Mirandola; Principato di Correggio; Contea di Novellara; Stato Pallavicino (Busseto e Cortemaggiore); Signoria di S. Martino d’Este (oggi S. Martino in Rio); Principato di Soragna; Signoria di Gualtieri.

Va da sé che proprio la presenza di tante signorie e principati spiega la varietà e la ricchezza del patrimonio artistico-architettonico che contraddistingue oggi l’Emilia-Romagna.   

Specifiche

  • Pagine: 288
  • Formato: cm 17 x 24
  • Isbn: 978-88-7549--791-0
  • Prezzo copertina: 25,00

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