Giusy Di Modica, Lucia Doria
Le verità mai dette

Le verità mai dette
Prezzo Fiera 15,00
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Cinque donne legate dall'amore e dalla sofferenza per uomini che non sanno amare, hanno paura dei propri sentimenti o della distanza che li divide, soprattutto se culturale. Sapranno con la loro determinazione abbattere queste barriere? Riusciranno a essere felici? Per essere felici bisogna aver una persona accanto o basta amare se stessi? Questo è ciò che si chiedono le nostre protagoniste. Dopo tradimenti, delusioni, sofferenze sapranno reagire e guardare al futuro con un sorriso tenendo per mano il loro amore o semplicemente la loro forza. 

Primo capitolo

SOLO

di Lucia Doria

“Grazie a Dio!” esclamai ad alta voce Ero in attesa per il trucco sotto l’esperta Sira. “Tra cinque minuti cominciamo.” Con abilità mi rilevò ogni curva del viso, dall’orecchio al mento, mettendo in risalto gli occhi. “Ti piace?” chiese facendomi riflettere allo specchio “Wow, si” risposi “sono proprio io? Non riesco a crederci” fui affascinata, mi sentii al settimo cielo. “Sono ansiosa per la partenza.” “Andrà tutto bene cara, vedrai, vai e divertiti.” e mi sorrise. Fu un lungo inverno, tra scritti e stress al lavoro, risparmiai fino all’ultimo centesimo per godermi questo meritato riposo. Scelsi Capri come meta, l’isola degli innamorati: la Grotta Azzurra, dove il mare si tinge di blu meraviglioso; i faraglioni; il giro completo di Capri; albergo con vista mare. Mi tuffai in un sogno, un sogno che realizzai. Mentre mettevo le ultime cose in valigia pensai “stai a vedere che mi innamoro a Capri?.. ma chi mi piglia con questo caratteraccio che mi ritrovo, 6 asociale, apatica, brutta.”, mentre la solita vocina ripetette “sei simpaticissima, carina, ironica... smettila Leyla chi vuoi prendere in giro” Finalmente si partiva con l’ansia di dover attraversare il mare, ho sempre avuto paura dell’acqua, stavolta ho promesso a me stessa che l’avrei affrontata e superata. All’arrivo in albergo fui accolta nell’hotel dalla receptionist dai modi gentili, il suo fare ti faceva sentire a casa. Fu fantastica la sensazione che provai “ben arrivata signora” registrò i documenti e mi accompagnò nella stanza vista mare, come da richiesta. Disfatta la valigia scesi per esplorare le vie di Capri. Tirai un sospiro di leggerezza, mi sentivo una regina. Notai subito gli occhi, gli sguardi incuriositi della gente. Ottobre era il mese giusto per me, non ci sarebbe stata tanta confusione. Non amo la folla solitaria come sono. Scesi lungo il mare, era quasi ora di cena, così mi fermai alla prima pizzeria di Capri. Che bontà il sapore, il profumo del mare, l’allegria delle persone, la simpatia del cameriere, l’ospitalità. Tutto meravigliosamente perfetto “Cara Cenerentola sei nel posto giusto” mi dissi “manca però il principe, solita sciocca ironia. Mi sa che qui ci lascio la scarpetta”, fu la sensazione che percepii sin dall’arrivo. La mattina seguente, scesi presto. È mia consuetudine, quasi un rito, bere il caffè e fumare una sigaretta. Mentre osservavo l’isola decisi di passeggiare sul lungomare. L’alba fu meravigliosa, i colori da mozzare il fiato. Intravidi piccole imbarcazioni che fecero rientro dalla pesca mentre la città ancora dormiva. Mi sedetti sul lungomare osservando ogni cosa che mi circondasse, era magia ed io ero entrata in quella favola. Il mio silenzio durò poco, perché fu interrotto dalla voce di un uomo che urlava “Kevin scendi a terra ed inizia a scaricare”. Mentre loro si passavano le cassette con i pesci, io pensai “Kevin? Un nome straniero ad Ischia?” ero davvero curiosa! Kevin per un attimo mi fissò: un tipo strano, misterioso, enigmatico. “Siete in vacanza signorina?” disse uno di loro con garbo. Gli sorrisi annuendo “Si, sono in vacanza.” “Le piace qui?” “Si” risposi “Vedrà questa vacanza sarà un incanto come è incantevole lei. Posso sapere il suo nome bella fanciulla?” Imbarazzata risposi “Leyla” Mentre Salvatore, questo era il suo nome, cercò di fare il figo della situazione, Kevin stette in silenzio e seguì con lo sguardo gli occhi miei. Trascorsi così la mia prima giornata tra shopping e passeggiate. Durante il tragitto che mi portò in albergo, incrociai Kevin, uno scambio di sguardi, ed il suo si fermò sulla scollatura del mio vestitino elegante. Non avrei mai immaginato che abitasse a due passi dall’albergo. Se solo avessi potuto fermare il tempo. Al rientro in albergo uno degli ospiti mi invitò ad una festa, naturalmente declinai l’invito non volendo andare con uno sconosciuto. Decisi di cenare in albergo, per ritirami presto in camera, perché ero molto stanca. Mentre mi accingevo a fare la doccia, sentii il telefono della reception “Pronto mi dica” dissi “Un signore desidera parlare con lei” mi informarono Stupita, risposi “scendo”. Uno scambio di sguardi, con fare timido “Ciao Leyla volevo invitarti a fare una passeggiata” Non credetti alle mie orecchie. La sua voce era così calda, invitante, fui anestetizzata, come se fossi sotto un incantesimo. “Si, volentieri” risposi “Come mai su questa isola e tutta sola?” mi chiese Spiegai il perché di quella scelta, avevo bisogno di distrarmi, di riposare e forse chissà… avevo voglia di innamorarmi! Sorrise a questa battuta. “Tu?” gli chiesi “Io? Non so più chi sono, dove sono, cosa sono! So che tu mi piaci e in questo istante ho solo voglia di camminare con te” Mi chiesi perché, forse la sua era curiosità, desiderio di un’avventura con una straniera in quel luogo. Pensai tante cose, pensai che mai al mondo mi sarei affidata così ad uno che nemmeno conoscevo. “Ti va un gelato?” “Si, grazie Kevin” Notai le sue mani, mi resi conto che non fosse un pescatore, le sue erano mani di chi non sa nemmeno cosa sia una rete da pesca, ma restai in silenzio, non osai fare domande, volli che fosse lui a parlarmene. I nostri erano discorsi semplici, come due vecchi amici che si fossero ritrovati. Cercai di capire cosa mi attraesse in lui Notai che si era fatto tardi, ero stanca. Volli rientrare in albergo, fu così che mi strappò una promessa “Ehi, domani vieni con me? Ti porto a vedere la Grotta Azzurra, ti va? Si dai, dimmi di si?” con quel suo fare quasi ruffiano. Impossibile dirgli di no “Ehi, miss ci conto” “Ok” risposi Sollevò le mani, gli diedi un cinque e lui piegò le dita intrecciandole alle mie. Fui intrappolata sotto il suo sguardo, deglutii nervosamente. “Sei un genio lo sai?” gli dissi a voce bassa “ma non cantar vittoria.” Fui stanca, troppo stanca per restare sveglia ed indagare su quanto stesse accadendo. Lo vidi estrarre il telefono che continuava a squillare. Spense la suoneria ma continuò a guardare lo schermo. “Perché non risponde?” pensai e voltai le spalle per ritirarmi in camera. Cosa nascondesse quel tipo strano, enigmatico? La mattina seguente mi svegliai canticchiando la canzona di Cenerentola I sogni sono desideri, chiusi in fondo al cuor…” Io che non mi truccavo mai più di tanto, quella mattina decisi di farlo, volendo essere più carina. Dio sa che era pazzesco quello che stavo facendo, io che per tanti ero Ice Queen, dov’era finita la ragazza acqua e sapone? Ciò non aveva senso! Eppure mi sentivo così attratta da lui, era accaduto tutto così in fretta. Accettare l’invito di uno sconosciuto, era così assurdo. Telefonai a Sirya per raccontarle tutto, mi sentii così sciocca. Scesi nel giardino dell’albergo ed era già lì ad aspettarmi. Il sole si era appena alzato, lo guardai e avvertii un vortice di confusione. Il tempo trascorse piacevolmente, Kevin fu una gradevole compagnia. Il tempo che trascorsi con lui fu stimolante, di tempo poi non ne avevo abbastanza, avevo solo due settimana di ferie. Quella sera a 2 giorni dal rientro a casa, mi chiese di restare con lui, era ospite in una casa di amici, al momento assenti per un viaggio. Mi si avvicinò, mi prese tra le braccia, stringendomi a sé. Gli sentii il cuore. “Rimani? Lo desideri?” Si, lo desideravo “Si Kevin, resto.” Mi strinse maggiormente. “Lascia andare le cose come vanno Leyla” Si, pensai, lasciamo andare le cose per il loro verso... per ora. Sentii il mio corpo farsi caldo, trattenni il respiro e per un secondo chiusi gli occhi, lasciandomi andare, perdendo il lume dell’intelletto. Fu irrazionale, assurdo “l’avventura di una notte” questo pensiero mi perseguitò, ma lottai contro la paura del mio stesso giudizio. Mi sentii più sollevata quando mi disse “Sei diversa dalle altre, con te non è sesso, con te è Amore” “Leyla di dove sei?” non glielo avevo ancora detto che vivessi a Milano. Fui sorpresa quando scoprii che anche lui vivesse lì. Che strana coincidenza, che scherzo del destino era mai questo? Disse di non essere innamorato ed io asserii la stessa cosa, nessuno dei due si dichiarò mai. Supponevo che un “Ti amo” implicava un impegno, un legame duraturo, la differenza di età lo preoccupava. Alla fine avrebbe scelto una coetanea, era inevitabile e giusto. “Kevin, sei mai stato sposato?”, nella presentazione aveva detto di essere libero. Si lo era ma accennò al fatto di essere separato. “Si Leyla, sono stato sposato” Non ti innamorare Leyla, non farlo, mi dissi. Nessun trucco, nessun gioco, nessuna corsa per il predominio. Ci credevo davvero a quello che mi dicevo? La parola che ricorse nella mente fu “stai attenta Leyla” fu difficile farlo. La vacanza volse al termine. La mattina della partenza trovai Kevin ad attendermi in hall. “Kevin, che ci fai qui?” chiesi incuriosita. Si offrì di accompagnarmi in macchina a Milano. Accettai senza pensarci. Uno sguardo a quell’isola che mi aveva regalato un sogno e forse portato l’amore. Si, l’amore… L’intelligenza disse che mi stavo comportando in maniera irragionevole. L’intelligenza non compete con i sentimenti. Solo sguardi in macchina e la musica che piaceva ad entrambi. Fu così che scoprì dove abitassi, in quella periferia di Milano. Sapevo poco di lui, sapevo che mi aveva rubato il cuore e la ragione. Non serviva altro, non volevo sapere altro. Al rientro a casa Sirya mi aspettò curiosa di sapere ogni dettaglio di questa storia. La mia grande amica del cuore. Chiesi a Sirya se esistesse un manuale per l’amore… rise così tanto. Nei giorni a seguire rivedemmo la sua casa, diventò un “nido d’amore” tra risate, complicità di giochi e complici dell’incoscienza che regnava su ognuno di noi. “Leyla” mi chiese una sera, “vuoi venire a vivere con me?” “No Kevin, no” non ero pronta, non sapevo nulla di lui e non volevo saperlo. Dio quel NO… non ci avevo neppure riflettuto. Nei discorsi tra di noi, compariva sempre la sua frase “sto bene con te Leyla” Ma mai “ti amo” Leyla. Era bastato quello per dirgli di no? Assolutamente no! A dirgli “no” era stato il suo modo di essere “libero”. Quello che Kevin voleva era solo stare “bene”. La sua paura di soffrire era più forte di quella di Amare ed era diventata la mia stessa paura. Ma era meraviglioso averlo ma allo stesso tempo ero spaventata. Era quel fottutissimo eterno ragazzo. Tuttavia ero preoccupata per lui, tendeva spesso a stati di depressione dovuta al suo essere e vivere inquieto. Si era trovato a fare i conti con il suo passato, ed io, entravo nel vivo del suo problema: il passato. Le sue storie, donne avute e perse, ed era forse tardi per curare un male ormai “cronicizzato” a cui dava sfogo ogni volta che si sentiva “solo”. Quando si vuole conquistare una persona, per prima cosa si cerca di capire cosa ci si aspetta. Cosa gli piace, quali sono i suoi punti deboli. Chi ci dà la certezza di aver trovato l’anima gemella? In lui, si era radicato l’appagamento con il solo “sesso”? Eravamo diversi. Le diversità ci affascinano e come si dice “gli opposti si attraggono.” Il disagio e le paure ci paralizzano a volte, ed integrarsi all’altra persona non è sempre facile. La sola certezza che avevo, noi due non ci saremmo mai persi, ma nemmeno ci saremmo mai lasciati. Forse inconsciamente ci amavamo, questo non lo avremmo potuto mai sapere. Nessuno dei due lo disse mai quel fottuto “Ti Amo”. In noi due ci fu sempre grande complicità, lontani l’uno dall’altra, ma sempre uniti da uno strano legame. Spinti sempre dal desiderio ogni volta che ci incontravamo. Ogni volta che i nostri sguardi si incontravano era un “fuoco nel fuoco”, come dice una canzone. Le sue parole a volte mi ferirono. Le parole di chi ha paura di affrontare, ha lo sguardo di chi non sa se mollare o combattere. Ma entrambi abbiamo imparato ad amare la vita attraverso la solitudine. Ma quando si è davvero soli? Quello che mi stupiva era il suo silenzio Il suono del suo silenzio non lasciava spazio a domande inutili. Era evidente che qualcosa lo turbasse, si, ma cosa? Sapevo benissimo che alla domanda: come va? avrebbe risposto tutto bene. E a cos’hai? avrebbe risposto NIENTE. Ma dietro a quel “niente” in realtà c’era tanto! Conoscevo bene quello sguardo e quel silenzio che spaccava i timpani nonostante volesse mascherarlo dietro quel sorriso. So con certezza che la dignità non va persa per nessuno. In amore, a volte, capita di perdere l’orgoglio perché quello vero non lo spieghi a parole. Lo puoi solo sentire, è fatto di piccole cose che diventano grandi se ci credi. Ma si sa, che l’uomo spesso è più attratto dal desiderio che dalla ragione. Ed io, non ero molto bella per Kevin, non ancora. Stavolta però… aveva vinto l’anima. Si, l’anima, perché chi sa capire la vera bellezza ti sceglie tra tante “attrazioni”. Questa volta Kevin, quell’uomo affascinante, misterioso, enigmatico, aveva fatto la sua scelta e mi sentivo bella, bellissima. Viviamo a Capri. Forse diventerò una brava scrittrice. Kevin un “buon capitano” di vita. Ho fatto una promessa a Kevin “niente e nessuno potrà staccarti, poiché tu vivi in me” Kevin a sua volta, ha risposto “insegnami ad amare, a fidarmi ed io saprò restare”. “Chi sono? Che cosa sono? Dove sono? non lo so…” sono le frasi vere dette dal protagonista del Romanzo.

Specifiche

  • Pagine: 102
  • Anno Pubblicazione: 2019
  • Formato: 150*210
  • Isbn: 978-88-943852-9-8
  • Prezzo copertina: 15€

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