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Edizioni Gabriele - La Parola

Gabriele
Ognuno muore da solo

Ognuno muore da solo
Prezzo Fiera 12,00
Prezzo fiera 12,00 Vivere e morire per continuare a vivere

Un libro per chiunque voglia superare la paura della morte e vivere in modo consapevole, sviluppando sicurezza e stabilità interiore. Infatti, chi impara a comprendere la propria vita non ha più paura della morte.
Gabriele ci spiega importanti correlazioni finora sconosciute, ci dona speranza e ci incoraggia a utilizzare in modo consapevole la nostra vita.
Altri temi trattati: Ogni persona muore in modo diverso • L‘anima rivede la sua vita terrena • Il cosiddetto “defunto” non sempre è morto • Il trapianto degli organi dal punto di vista spirituale • Struttura del corpo di sostanza sottile dell‘anima e del corpo fisico • e molti altri temi

 

estratti dal libro

La morte è la notte dell’anima.

Morire al cospetto della vita eterna è invece la giornata eterna dell’anima.

 

Ci si chiede: perché così tante perso­ne hanno paura della cosiddetta morte? Perché si prova sgomento, paura e si cerca di repri­mere ciò che spetta ovviamente ad ogni uomo? Ciò che l’idea della “mor­te” pro­voca in molte persone, come spa­vento, pa­nico o addirittura dispe­ra­zione sconso­lata, è forse un’immagine fal­sata, il ri­sultato del­l’igno­ranza, del non-voler-sapere o di un rap­por­to errato con la vita? In che cosa consiste?

 

Dato che in genere la maggior parte de­gli uomini non è orientata in modo cosmico, non si occupa dell’energia uni­ver­­­sa­le ine­sauribile e non vede al di là dell’esistenza materiale, il processo della morte in­cute paura a molti.

 

La vita non può cessare di vivere. La vita è una corrente di luce, di energia di­­vina, che fluisce incessantemente e che è ine­sau­ribile. Nessuna energia va per­duta.

La nostra na­scita sulla terra ha già portato con sé la no­stra morte, poiché ogni vita umana è de­sti­nata prima o poi a ter­minare; è ciò che l’uo­mo chiama morte. Il decesso, chiamato morte, è quindi al­tret­tanto naturale come la nostra nascita.

 

Chi nega Dio, la vita, si è chiuso nei con­fronti della luce. Ha preso dimora nel regno delle ombre, nell’ignoranza spi­ritua­le, nel­l’ir­realtà. Non recepisce più la vita come ta­le, ma è cieco a livello spiri­tuale, os­sia spiritualmente morto. La “morte” è quindi l’oscurità dell’ani­ma. Dato che molte persone considerano la morte come la “fine” della vita, sulla terra, ossia nella di­­mensione materiale, ci sono molti che sono spiritualmente morti e nel­l’aldilà ci sono tantissime anime spiritual­mente mor­­te.

 

 Con ciò che facciamo o con ciò che manchiamo di fare siamo sog­getti alla leg­ge di “causa ed effetto”, o “semina e rac­colta”.

 

I contenuti del nostro comportamen­-to – ossia ciò che spesso è attivo nei nostri sen­timenti, nelle nostre sensazioni, nei nostri pensieri, nelle nostre parole e azioni senza che lo vogliamo ammettere e che si fa sen­tire tramite la nostra co­scien-
za come reazio­ne del nostro sistema ner­voso – sono indi­cazioni relative a ciò che si trova alla base del complesso della paura.

 

Se fosse sufficiente la sola fede, Dio non ci avrebbe donato i Dieci Comanda­menti tramite Mosè e Gesù non avrebbe portato gli insegna­menti che dischiudono il cielo a chi li segue. Se fosse sufficiente la sola fede, l’Eterno ci avrebbe sicura­mente consigliato: è suffi­cien­­te avere fe­de, resta cieco.

 

“Morte” è una parola con la quale si esclude la vita.

Il Divino, il positivo, la co­scienza ci giunge tramite l’anima. E’ così. Colui che ci ammonisce, il Divino che bussa alla nostra porta, la coscienza, è lo Spirito eter­no che è la vita eterna.

 

Se pre­stiamo ascolto al Divino, alla coscienza pu­ra, essa ci porta verso il cielo, ci ricon­du­ce nell’eterna Patria, nel­l’As­soluto, nel­l’Es­sere spirituale puro, dal qua­le siamo pro­venuti e dove un giorno vivremo di nuovo nell’e­ter­nità. Il cam­mino della nostra anima verso questa me­ta passa attraverso l’“al­dilà”, attra­verso le sfere di purifica­zione.

 

Chi impara ad ascoltare, a percepire i consigli che pro­vengono dalla sua co­scienza e chi si confronta con tutto ciò per fare da quel momento in poi il bene, avrà sempre meno paura; si sentirà libero e sor­retto da una forza benevola che gli do­na sicu­rezza e sostegno dall’interiore e lo ren­de felice. E’ la Fonte originaria, Dio.

Ogni vita terrena è un grande dono che proviene dalla grazia infi­nita, dal­l’amo­re e dall’atten­zione dell’E­ter­no per Suo figlio. Ogni uomo si trova in una scuola di vita terrena per confrontarsi con la vita.

 

Se agite con coerenza in base a ciò che avete riconosciuto come buono e vi tro­­vate quindi in sintonia con il vero in­se­gnamento di Gesù, porgerete la mano a Lui, il Cristo, ed Egli vi sarà a fianco con la Sua luce, il Suo amore e la Sua Sapienza. Sarete così accompagnati sempre più da for­ze buone e luminose della vita e sarete ben protetti.

 

 Chi ha la buona volontà di esami­nare se stesso, di osservarsi nelle situa­zioni che si ve­rificano nella giornata e di rico­noscersi, ne trarrà vantaggio. I suoi errori e i suoi mi­sfatti lo spaventano sem­pre meno; egli ana­lizza, fa chiarezza, ne trae i propri in­segna­menti e continua la sua stra­da. Da ciò deri­va una coscienza tran­­quilla e quindi sicu­rez­za, calma e sta­bilità nel proprio interiore.

 

Per la chiesa, la parola “morte” è uno stru­­­mento da tortura, con il quale co­loro che hanno fatto patire l’inferno per tutta la vita ai seguaci della chiesa tolgono l’ultimo centesimo dalle tasche del mo­ren­te, che nel­la sua vita è stato mantenuto nel­l’igno­ran­za, oppresso con sensi di col­pa, tor­men­tato con paure fino alla dispera­zione, fino a che indosserà la veste da mor­to che è priva di tasche.

 

Dovremmo renderci conto che nes­sun uo­mo può affidare la propria vita ter­rena ad altri, nemmeno ad una religione esterio­re. Ogni uomo è chiamato dal gran­de Spi­rito ad affinarsi, a nobilitare il pro­prio ca­rattere. Per riuscire a farlo abbiamo la Sa­pienza di Dio nei Suoi Comandamenti e negli insegnamenti del Discorso della Mon­tagna di Gesù, il Cristo; oggi abbiamo inol­tre a disposizione tutto l’ampio spettro di in­segnamenti divini elevati che ci viene of­ferto in varianti sempre nuove che ognu­no può applicare nella propria vita quoti­diana, che sono accessibili a tutti.

 

La reincarnazione, il ritorno in un corpo, offre quindi al nuovo essere umano la pos­sibilità di porre rimedio nell’attuale incar­na­zione agli errori che ha fatto nelle sue esistenze precedenti e quindi di si­stemarli.

 

Dato che in ogni incarnazione il pa­trimonio di ricordi riguardanti le esistenze precedenti viene ri­coperto, ogni vita ter­rena è totalmente nuo­va

 

In Dio, l’eterno Creatore dell’infi­nito, c’è quindi trasformazione, cambia­mento, ma non distruzione.

In tutto l’infinito non esiste nulla che sia morto; tutto è energia e l’energia è vita. La vita inonda sia l’aldilà, sia l’al­diqua.

 

La corrente di vita universale, chia­mata anche energia universale, la vita, non cono­sce interruzioni. La vita è ine­stin­guibile.

La vi­ta è energia, è forza motrice. I pro­cessi vitali si svolgono mettendo in mo­vimento l’energia.

 

 

Anche la corrente di vita che noi de­finiamo come il nostro respiro è energia universale.

...

 

PER ALTRE INFO:

https://edizioni-gabriele.com/product/vivere-e-morire-per-continuare-a-vivere-per-superare-la-paura-della-morte/

Specifiche

  • Pagine: 216
  • Anno Pubblicazione: prima edizione 2005
  • Formato: edizione tascabile
  • Isbn: 978-88-85886-896
  • Prezzo copertina: 12,00

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