Anna D'Auria
La carezza dell’Èidolon del mare

La carezza dell’Èidolon del mare

La poesia è il respiro dell’anima, la prosa ne è lo spartito.
Ania, la giovane protagonista, ha conosciuto il volto ambivalente dell’altro, la facies buona e quella malvagia. Ha trascorso un lungo periodo della sua adolescenza in un istituto, dove ha visto e sentito solo dolore e pianto.
Tante le storie che può raccontare al suo Lary, miracolosamente ritornato in vita dalle acque gemmee e carezzevoli della baia di Trentova. Storie di abbandono, sfruttamento, sofferenza e violenza sui minori, storie reali, che siamo abituati a sentire nel nostro quotidiano.

Primo capitolo o trama

‘‘La carezza dell’Èidolon del mare’’
dell’autrice docente Anna D’Auria
‘’Era l’istinto a dettarle le parole. Il cuore, in sintonia con la mente, continuava a soffocare ogni dubbio, perché difficile da sopportare. Lo nascondeva dietro un confortante silenzio, uno schermo contro il forte dolore che la verità le avrebbe provocato, se avesse trovato la via per sfuggire a ogni controllo.
Sentì una dolce scossa pervaderle la pelle. Chiuse gli occhi e si spinse tra le braccia del suo angelo, cercandone con foga la bocca e il corpo.
«Τὸ μείλιγμα εἰδώλου ἐναλίου è su di te», lui le soffiò sulle labbra, addentrandosi nelle profonde insenature della sua anima, un porto sicuro dove ormeggiare ogni desiderio.
«Fidati di me. Τὸ μείλιγμα εἰδώλου ἐναλίου sarà sempre con te», le ripeté, sorridendo e inchiodandola ai suoi occhi, diventati d’un tratto glaucopidi, preannunciando un imminente distacco’’.
Si amarono per l’ultima volta.
Il romanzo presenta una veste insolita, prosimetrica. Le varie sezioni narrative sono introdotte da testi poetici e il corpo della narrazione è impreziosito da versi in lingua greca antica. Il vero centro tematico sono le poesie, la prosa rende esplicito ciò che nelle poesie è sublimato. I due piani linguistici sono complementari.
La poesia è il respiro dell’anima, la prosa ne è lo spartito.
Ania, la giovane protagonista, ha conosciuto il volto ambivalente dell’altro, la facies buona e quella malvagia. Ha trascorso un lungo periodo della sua adolescenza in un istituto, dove ha visto e sentito solo dolore e pianto.
Tante le storie che può raccontare al suo Lary, miracolosamente ritornato in vita dalle acque gemmee e carezzevoli della baia di Trentova. Storie di abbandono, sfruttamento, sofferenza e violenza sui minori, storie reali, che siamo abituati a sentire nel nostro quotidiano.
Tuttavia la giovane donna conoscerà anche il volto amorevole e salvifico dell’altro, incarnato dalla misteriosa figura dell’Èidolon, che con le sembianze del suo amato Lary, la guiderà, attraverso simboli ancestrali, in un iter di crescita interiore e rinascita, scandito dal fascino del mito e della cultura classica, per permetterle di forgiare il proprio carattere, di scoprirsi forte e determinata, altresì capace di non abbattersi di fronte alle erte scogliere dell’esistenza ma di reagire con positività.
Una sorta di Pathei mathos, come lo definivano i Greci, crescere attraverso la sofferenza: il dolore che insegna, edifica l’uomo, lo rende migliore.
Il romanzo racchiude un messaggio significativo, di speranza, affidato ad un nome ancestrale, ad un’immagine mitica che si carica di positività, l’Èidolon, una parvenza, un’ombra. L’Èidolon è ciò che resta di chi ci lascia, di chi muore, di chi abbiamo amato in vita. Un’ombra, che acquista una sua consistenza racchiusa in quella carezza, nel calore vitale che ci infonde e può continuare ad infonderci, per guidarci nei tragitti impervi e difficili dell’esistenza, come il periodo storico che stiamo vivendo.
Dunque una vicenda sentimentale diviene occasione per un ben più intenso esercizio di riflessione sul senso del dolore, che appartiene indissolubilmente
all’esistere, nonché sulla necessità etica dell’agire, con una conseguente presa di coscienza dell’unica direzione verso cui può muovere l’individuo: il bene.
E proprio la poesia, in particolar modo quella classica, costituisce in effetti una sofisticata trama che si insinua nel racconto: l’abilità della seduzione esercitata dalla grecità rivive nella pelle di un moderno amante che, con le sue storie, sa cadenzare le tappe di un complesso cammino esistenziale.
‘’E lui le tornava in mente tra i cristalli piovani, che d'un tratto rigonfiavano il docile mare estivo. I ricordi riaffioravano lenti, dapprima quali immagini sfocate, poi riprendevano vita, s'accendevano nella fantasia di un cuore inanellato di fuoco.
Si ancorava a quell'ultimo sorriso tratteggiato sul viso dell'amato.
Gli occhi continuavano a cercarlo ovunque, avidi di guardarlo ancora, sempre. Le mani smaniavano d'accarezzarlo e la bocca lo aspettava, inaridita e inappagata dei loro folli baci. La pioggia imprevista cancellava ogni orma impressa sulla spumosa battigia, impregnava la sabbia e scoloriva il cielo. D'improvviso s'interrompeva il tic tac ancestrale, la natura tornava a risplendere di luce.
Solo la voglia di lui non conosceva sosta, mai s'arrestava.
Si sfocava e si riaccendeva ma lì restava sempre, eternamente scolpita nella mente nel cuore e nell'anima di Ania’’.
Buona Lettura
Anna D’Auria

Specifiche

  • Prezzo copertina: 14,25

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