Il racconto

C’era una volta un nano a forma di mela dentro uno specchio oppure uno specchio a forma di nano dentro una mela. Un povero folletto ignaro mangiò un pezzetto del frutto e si tagliò la bocca con il vetro che era al suo interno trasformandosi in un nano che aveva una mela in mano. Il povero folletto ferito a forma di nano con la mela in mano, andò dal guaritore del villaggio dei nani che per curarlo mangiò il resto della mela che aveva in mano. Appena il vecchio saggio la mangiò, si trasformò in un nano a sua volta, che aveva al suo interno un piccolo specchio oscurato. Il nano che prima era un guaritore, prese un coltello e aprì la mela del vicino, per salvare la piccola immagine distorta e piccola come un chicco di grano, che vedeva all’interno del frutto. Il seme liberato rotolò e germogliò non lontano da un frutteto, dietro la casa del nano guaritore che aveva un grande specchio al posto della parete sul retro. Il grano crebbe e si specchiò vedendo dietro di sé un meleto dove il nano andava a mangiare e a mietere, senza nulla risparmiare. I semi di grano e di mela, indignati, caduti a terra e calpestati, non volevano più crescere in quella terra sapendo che il nano li avrebbe poi mangiati e così chiesero allo specchio di fare una magia: di non far apparire più il loro riflesso in modo da fare impazzire l’omuncolo ingordo. Lo specchio che non veniva mai pulito dal nano, che era il guaritore e che un fsmpo aveva salvato lo specchio a forma di nano dentro una mela, decise di collaborare tradendo il suo salvatore e deformò l’immagine al punto da sembrare che il campo fosse incolto. Il nano, che aveva l’abitudine di specchiarsi, impazzì nell’assistere a questa dicotomia al punto che, in un raptus di rabbia, prese una mela e la tirò con tutta la sua forza addosso allo specchio incriminato, incrinandolo. Una piccola scheggia di vetro andò dentro il frutto e lì crebbe di nascosto ingigantendo la sua immagine a dismisura. Così un giorno il nano, che credeva di aver trovato una mela gigantesca, la mangiò ingerendo il frammento di specchio e trasformandosi in un folletto. Il folletto corse al villaggio dei nani a cercare un guaritore ma gli dissero che il guaritore era scomparso dietro uno specchio, lo specchio che era dietro il meleto, non lontano dal campo di grano. Il povero folletto si ricordò solo allora di essere stato lui il guaritore e quando si ravvide, cercò dentro una mela lo specchio a forma di nano ma il nano era lui, così comprese che l’unica persona che poteva salvare il folletto era l’altro sé stesso. Il nano un tempo, agli albori della sua storia, era stato una mela dentro uno specchio e ricordando anche questo, il folletto comprese l’arcano mistero: la mela riflessa nello specchio altro non era che una piccola creatura da rispettare anche se nana.

 

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