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Federica Tomasiello
Elettra Titanica

Elettra Titanica
Prezzo Fiera 15,00

Il regno fantastico di Kora. La predizione ed il Tempo passato ad aspettare la restituzione di una libertà rivendicata. Un continuo avvicendarsi di cadute e di rinascite, di ritorni e rovine. Una struttura di corsi e ricorsi che avviluppa nella spirale temporale della cronologia dell'universo incantato e fatale. Il buio delle tenebre, le fiamme, un'altalena che dondola come se dovesse scandire momenti futuri. Sortilegi di un passato che s'intersecano. Una bambina, la sua storia di dolore e riscatto.

"Nel regno di Kora, non si udiva che un rintocco!”

Primo capitolo

UN INCONTRO STRAORDINARIO

“Chi sei?” chiese la figura vestita di viola “Da dove provieni? Non è possibile circolare liberamente sul territorio senza prima essere identificati”. Quelle parole furono sufficienti perché il flusso di pensieri in cui Marika era persa si interrompesse. Ricordò i momenti che avevano preceduto l’arrivo in quel luogo sconosciuto e affascinante, eppure stranamente familiare. L’estate era appena iniziata e, mentre si rilassava dondolandosi sull’altalena e sognando ad occhi aperti come aveva il vizio di fare, la brezza si era fatta via via più forte, fino a trasformarsi in un vortice che l’aveva risucchiata e spedita chissà dove. Pensò che stava sognando ma non era possibile, tutto ciò che vedeva era troppo reale. Si trovava ai piedi di un monte, con i piedi scalzi nel fango e solo un paio di pantaloni corti ed una maglietta a maniche corte in mezzo alla neve. La prima cosa che notò nell’uomo che la guardava incuriosito e minaccioso fu che era viola, completamente viola! Viola aveva il mantello, le scarpe, i capelli, le unghie, persino gli occhi sembravano truccati con uno strano ombretto molto accentuato. “Mi chiamo Marika”, rispose timidamente: “Vengo dalla Terra, ho 16 anni e adoro inventare storie di fantasia. Questo posto sembra proprio uno dei miei scenari: il regno di Kora, nell’Universo Incantato; da qui si vede la reggia anche se è meno solare di come l’ho sempre descritta, e anche questo fango, non capisco da dov’è venuto fuori”. “Vieni dalla Terra, eh? E quanti poteri possiedi, cosa sei in grado di fare?”. “Non saprei. Intendi cose come volare, fare pozioni e trasformare in uomini gli animali? Niente di tutto ciò ovviamente”. “I non-magici non possono stare qui, ma sulle braccia hai delle cicatrici, significa che nelle tue vene scorre linfa magica”. “Me le sono procurate cadendo da un albero e giocando con la palla, non c’è niente di magico in me”. “Uomini attaccate!” ordinò con risolutezza l’uomo dal vestito viola. “Fermi!”, rispose Marika portando le mani alla testa. Presa da quel gesto istintivo non si accorse che dalle sue mani era nata una bolla di materiale magico, che la stava proteggendo dai colpi dei soldati. “Riposo uomini!”, sentenziò il loro capo con aria più stupita che mai. “Chi sei straniera? Come sei arrivata qui?”. “Ricordo che mi stavo dondolando su un’altalena, all’improvviso il vento si è alzato e mi sono risvegliata qui”. “A volte gli esseri che giungono nel regno non sanno di avere poteri magici, è il tuo caso. La bolla di materiale magico che hai generato significa che non sei un pericolo, ma ora devo identificarti. Seguimi”. I due si incamminarono per una via stretta e mal ridotta, che aveva un odore pungente ma gradevole. Quel luogo era molto più triste, sembrava che il tempo lo avesse corroso e privato di tutto, anche della vita. Il cielo era nerissimo, il sole non si vedeva quasi più e, legati agli alberi con delle corde, c’erano poveri esseri umani che gridavano per il dolore. “Chi sono?”, chiese Marika, rabbrividendo. “Ribelli che hanno fallito. È straziante guardarli. Da quando la famiglia reale non è più qui, i poteri degli abitanti si indeboliscono ogni giorno di più e chi osa opporsi viene dato in pasto a Voltimus, il dittatore”. “Vorrei potervi aiutare ma non ricordo di aver inventato nulla del genere nelle mie storie. Siete davvero convinti che non ci sia una via d’uscita?”. “Ebbene la figlia dei sovrani è stata salvata, la madre è riuscita a metterla in salvo prima di sparire; ci è stato predetto che un giorno tornerà ad aiutare il suo popolo, ma sono passati ormai 16 anni e nessuno l’ha mai vista”. “Si chiamava Elettra? E proveniva dalla famiglia dei Titani?” “Sì, ma come fai a saperlo?”. “Conosco questo luogo, anche se non vi sono mai stata prima, solo che non capisco perché è così diverso da come l’ho sempre immaginato”. “Una parte del popolo riuscì a salvarsi, rifugiandosi sulla Terra. Si tratta degli Scrivani e credo che tu sia una di loro. Queste figure conservano il passato scrivendo storie e racconti in base ai ricordi della vita che conducevano qui, poi crescono e tornano a casa. Sei una di noi, Marika”. All’improvviso, la ragazza cominciò a muoversi stranamente, come se stesse per perdere l’equilibrio. Orologi, orologi ovunque la circondavano ruotando in senso opposto fino a fermarsi e, quando si fermavano, una campana suonava. “Vedo orologi ovunque, che vanno all’indietro all’impazzata e sento una campana quando si fermano. Cosa significa?”. “Non ci sono orologi qui, è solo una visione; significa che qualcosa del tuo passato sta cercando di emergere. Vieni a sederti, chiudi gli occhi e dimmi cosa vedi”

Specifiche

  • Pagine: 88
  • Anno Pubblicazione: 2019
  • Formato: 150*210
  • Isbn: 978-88-31243-00-1
  • Prezzo copertina: 15€

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