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Diastema

Nicola Menci
Gli artifici contrappuntistici di Johann Sebastian Bach

Gli artifici contrappuntistici di Johann Sebastian Bach
Prezzo Fiera 20,00

Rivolto ai docenti e agli studenti del corso di composizione presso i conservatori di musica, questo volume contiene uno studio approfondito degli artifici contrappuntistici contenuti nell’opera di Johann Sebastian Bach, della quale prende in esame i due volumi del Clavicembalo ben temperato, l’Arte della fuga e l’Offerta musicale. Il lavoro è impostato sul calcolo dell’ampiezza degli intervalli al fine di costruire contrappunti suscettibili di essere combinati secondo le tecniche più elaborate, amplia lo spazio che a questo argomento è dedicato nei trattati tradizionali e corregge alcuni errori in essi contenuti. Lo studio esordisce con la distinzione tra «intervalli superiori» e «intervalli inferiori», fondamentale per evitare errori nel calcolo dell’ampiezza degli intervalli. Viene quindi elaborata una nuova teoria per il «raddoppio di una melodia per terze, seste e decime», per «le imitazioni e le progressioni imitate» e per «il moto contrario, il moto retrogrado, il moto contrario retrogrado». Infine, ampio spazio viene dato alla costruzione dei canoni dell’Offerta musicale.

Con più di 700 esempi musicali

Primo capitolo

Prefazione

 

Questo studio vuole essere un contributo all’indagine analitica dei processi della scrittura contrappuntistica in quelle opere bachiane che più rappresentano le caratteristiche e gli alti raggiungimenti del costrutto polifonico. Un’ampia e approfondita illustrazione sulle caratteristiche proporzionali degli intervalli nelle prospettive orizzontali e verticali introduce alle tipologie dei diversi rivolti, all’impiego di questi nei modelli compositivi e ai movimenti di base che si generano dal bicordo fino alla scrittura a più voci, nonché a tutte le proprietà speculari del contrappunto.

È chiaro come nella trattatistica di quest’epoca, a partire dal Gradus ad Parnassum di Johann Joseph Fux, questo compendio sulla proprietà geometrica dell’intervallo sia essenziale, in quanto elemento formante del tutto, e come sia egualmente importante una rinnovata e scientificamente efficace trattazione degli intervalli in prospettiva della loro applicazione analitica nello studio dei repertori, piuttosto che l’uso riduttivo e marginale come elemento solo teorico.

Una problematica tipica della trattatistica del contrappunto risiede nell’efficacia di trasmettere in modo compiuto le molte prospettive del pensiero polifonico anche in forma applicativa. Da qui l’innegabile valenza di un esercizio pratico che tocchi tutti i movimenti di base e i modelli ritmici – come proposto da Fux e confutato dallo stesso Heinrich Schenker – pratica continuata nei trattati di contrappunto e fuga di Luigi Cherubini e di Théodore Dubois, sebbene con risultati diversi e talvolta anche con critiche. Proprio Schenker, nel periodo che lo vede insegnante di composizione, rivela come in particolare si dovrebbe mostrare «l’effetto psicologico degli intervalli nella musica e come le situazioni di questi siano comprese e trattate, combinate e giustapposte nella scrittura a due, tre o quattro voci». Così egli imposta il contrappunto come «un corso di formazione preliminare per composizione effettiva» assimilandolo agli studi di base della grammatica musicale, e considerando quindi di impareggiabile valore il sistema delle specie di Fux che egli stesso adottò. Come Fux, anche Schenker è convinto che la composizione «sia stata fondata in un ordine dell’universo musicale determinato da norme inalterabili». Uno sguardo analitico che, senza trascurare gli ampi orizzonti storici dai teorici più critici di Fux fino agli studi più recenti come il manuale di Diether De la Motte, rileva la trattazione dei modi e della tonalità nella prospettiva della scrittura polifonica, approfondendo autore per autore e ricostruendo il pensiero creativo nella pratica polifonica fino all’adozione sempre più preponderante del basso continuo.

Attraverso la profonda indagine, proposta in questo studio, sulle diverse angolazioni del rapporto armonico e melodico fra le voci – con molti esempi sulle più complesse derivazioni del contrappunto doppio e triplo invertibile e su tutti i movimenti interni fra le parti, che attribuiscono alla tessitura continue variabili presenti anche nell’armonia moderna – si potrebbe trovare un equilibrio tra i diversi punti di vista della trattatistica, come proposto nel metodo di Fux, e le osservazioni dei teorici delle epoche successive.

La letteratura analizzata prende in considerazione le fughe tratte da entrambi i volumi del Das wohltemperirte Clavier di Johann Sebastian Bach, comprendendo sia quelle che offrono spunti del contrappunto classico – con vari stretti, contrappunto doppio e combinazioni speculari – sia quelle più strettamente tastieristiche, maggiormente orientate verso l’area del contrappunto armonico e strumentale. In questo la spiegazione è stata condotta in modo approfondito sia dal punto di vista teorico che pratico, riguardo ai procedimenti di progressione, imitazione, canone, l’ultimo dei quali trova riscontro nei Canones diversi della Musicalisches Opfer e nel Die Kunst der Fuge.

M° Claudio Josè Boncompagni

2014

Specifiche

  • Pagine: 320
  • Anno Pubblicazione: 2016
  • Formato: 17x24
  • Isbn: 9788896988435
  • Prezzo copertina: 25

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