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VandA Edizioni

Daniela Pellegrini
La materia sapiente del relativo plurale

La materia sapiente del relativo plurale
Prezzo Fiera 11,20
Ovvero il luogo terzo delle parzialità

Liberarci dal grande BLUFF del patriarcato.

La cosa più difficile è superare la contaminazione del contesto, anche nella critica e nello smascheramento, perché il sistema che l’ha prodotto ha un solfeggio che propaga un simbolico a favore di chi ha scelto e diretto le sue messe in note/atti di potere: insieme formano un suono che le orecchie sentono solo dentro quello spartito, anche se provano a udirle in suoni e corpi e strumenti altri dove le stesse note potrebbero “suonare”
diverse nelle messe in atto. Ma come i suoni delle parole non prescindono dalle lingue che parlano, così i pensieri non prescindono da chi li pensa. Non è un caso, dunque, che siano le donne a provare a “intendere” e a poter parlare d’“altro”.

Primo capitolo

Incipit sull’apparente sofferta contraddizione


La sensazione di dovermi sgolare per farmi capire è quasi
pari alla certezza che, se non affronto meticolosamente i
contenuti di ciò che voglio dire e descrivere, o non ci sarà
ascolto oppure, se ci sarà, non sarà valso a nulla.
Sono costretta a usare ossessivamente le denominazioni
di “femminile” e “maschile” non liberate dalla coazione
che le ha create e imposte per mantenere lo status quo culturale.
È la contraddizione di parlarne da “dentro” standone
“fuori”: ne ho già verificato l’incomprensione e perfino
il rigetto da parte di molte, soprattutto quando l’ho
fatto con una metodologia rude, aggressiva, contestativa
dei fondamenti teorici e politici vigenti, oppure ironica e
dissacrante fino al ridicolo.
Da parte di molte, certo non di tutte. Ma questo ha
spesso creato confusione, non per mio torto, ma proprio a
causa di attribuzioni nominali che diventano erroneamente
descrittive e interpretative di differenze nei modi di essere,
agire, comportarsi, o molto ambite o deprecabili,
comunque ineludibili.
È estremamente difficile parlare nel pieno del “dentro”
dell’evidenza di queste nominazioni, delle loro messe in
atto nei fatti e della loro attuale lettura culturale e simbolica,
cercando di farsi comprendere da chi si riconosce e
vive “dentro” e a questo dentro ha conformato le orecchie.
E reagisce perciò nel minimizzare e deprezzare o rifiutare
tout court, perfino scandalizzandosi. Tutto per poter dire
di non essere d’accordo, ma quanto ha davvero capito?
Il mio cercare di farmi sentire/ascoltare è pateticamente
esautorato dalla sua insita impossibilità/incapacità di essere
compreso perché l’ascolto manca di “udito”.
So che se non affronto questa contraddizione mi trovo
ad annoiarmi di ciò che mi ammorba senza liberarmene.
E renderlo possibile per altre nella ripetizione forse non
basta.
Nella mia testa è una continua ricerca “materica” di
sbocchi all’intuizione e alle sue immagini inesplorate.
Nell’auspicio di passaggi verso la chiarezza, spero anche
per chi mi legge!
Ellisse della memoria, materia del pensiero
La memoria è un’ellisse atemporale in continua autoaccumulazione,
una pila di vita sulla e dentro la vita e i suoi
respiri e tempi relativi.
La memoria non è una freccia tesa, non è in fuga, ma
ama nascondersi o talvolta mimetizzarsi, non permette
stasi o favoritismi, ma ama riproporsi e consegnarsi disponibile
al nuovo e al lampo del capir(e)si.
La memoria è “tutto si crea e tutto non si distrugge”,
cresce, si addensa, si fa corposa e raffinata sostanza, sottile
non plus ultra di senso.
Per chi si fa attenta raccoglitrice di se stessa per essere
se stessa e non scordarsi mai di esserlo davvero.
La tua memoria forse non ti appartiene proprio perché
non sai di “esserla”, perché la “sei”. O perché la lasci e la
tradisci per pensare (giustificarti?) di essere altrove, per vo14
ler essere altrove, facendoti alibi dei tuoi mancamenti e
fraintendimenti.
Renditi disponibile e lei tesserà sempre nuove trame
dei tuoi ricordi e nuove possibilità di saperi futuribili,
nuovi sensi al cammino mai interrotto da erezioni fondamentaliste.
Non confondere memoria con ricordo, verità in movimento
con rigidi frammenti autoritari, troppo spesso infedeli
a te stessa e alle tue libertà nel fare e stare al mondo.
Così nasce il percorso,
e così io parlo in questo libro
I corsi e ricorsi delle luci di verità che ho vissuto e ricercato
mettono in circolo ricorrenti immagini, fulcro di rinascite
emozionali e di consapevolezza.
Perché il passato e i trascorsi sono lì per ricordare il
presente. Le idee, le immagini, le chiarezze si rigenerano
nei tempi non lineari e risorgono, si espandono assommando
insieme mutazioni e significati.
Non ho voluto perdite di tempo in paroloni virtuali –
seghe mentali – che nascondono la materia e i corpi. Essi
parlano nella loro messa in atto concreta, basta mettersi in
ascolto.
E parlo nei tempi reali e ricorrenti del mio vissuto e
della sua messa in campo di significati concreti nel metterli
in atto, della materia che da e dentro di essi si esprime e
può rivelarsi così com’è. Perché non ha bisogno di parole
per dirla.
E le parole, anche quelle che ho cercato e usato per dirla,
sono solo feticci nel loro essere falliche, nel tentativo di
prendere potere su di essa. Del resto anche il vuoto delle
parole fa parte della pienezza relativa della materia.
Interpretarla è il limite che pone e richiede al “vero” (?)
e al “capire” (?) le sue plurime e parziali esistenze. Tra cui
poter scegliere il miglior modo di viverle, senza troppi
perché.
Accontentiamoci di poterla vivere felicemente, resi sapienti
dal fatto che è possibile per tutti. Condivisibile insieme.

Specifiche

  • Pagine: 174
  • Anno Pubblicazione: 2017
  • Formato: 129x198
  • Isbn: 9788868993344
  • Prezzo copertina: 14,00 €

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