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ATENE DEL CANAVESE

Cristiano Tassinari, Gualtiero Papurello
Pesci grossi

Pesci grossi
Prezzo Fiera 12,00
Il primo giallo sulla Torino-Lione

La “Cioccolateria Grimaldi” è un piccolo gioiello di pasticceria sabauda, creata da Edoardo Grimaldi, con passione e dedizione. Tutto sembra andare a gonfie vele, fino a quando non arriva la maledetta crisi. Che travolge anche la “Cioccolateria”. Grimaldi deve chiudere i suoi punti vendita, deve licenziare i dipendenti, le banche non gli concedono più prestiti. Lui, disperato, prova a chiedere aiuto al vecchio amico Roberto Molteni, diventato un Pesce Grosso dell’economia e della finanza mondiale.
Tutto inutile. E allora, una domenica nella casa di campagna nelle Langhe, decide di farla finita. L’ennesimo caso di imprenditore che si toglie la vita.
Ma c’è chi è pronto a raccogliere il suo testimone. A cominciare dalla vendetta.

Primo capitolo

Il quotidiano Le Progrés lo annuncia a caratteri cubitali: “Lione al centro del mondo. I Grandi della Terra si incontrano per i destini dell’economia mondiale. Previste proteste e manifestazioni. Imponente spiegamento di forze dell’ordine”.

Alphonse Ferreri piega il giornale del giorno che è già finito e ormai serve giusto per incartarci il pesce. “Che cavolo avranno poi tanto da discutere? Sono già ricchi sfondati, vogliono diventare ancora più ricchi?”, si domanda, accartocciando il giornale spiegazzato come lui, gettandolo nel sacchetto dell’immondizia, settore carta, raccolta differenziata di rifiuti non umani, tanto cara al Sindaco di Lione, già ministro dell’Interno: il caro Gérard Collomb, in carica da quasi vent’anni.

“Ma viene anche Trump?”, chiede Geneviève, la sgualcita cameriera che di tanto in tanto fa compagnia ad Alphonse nel letto.

“Ma quale Trump!”, ribatte Alphonse con l’aria annoiata. “Nemmeno Kim, nemmeno la Merkel, nemmeno Macron e neppure Salvini. E neanche la Regina d’Inghilterra. E figurati se vengono Putin e il presidente cinese, che non mi ricordo come diavolo si chiama”.

“E quelli del gruppo di Bilderberg?”

“Nemmeno quelli. Ma cosa ne sai tu di Bilderberg?”

“Ne so, ne so. E allora chi sarebbero questi Grandi della Terra?”, domanda Geneviève, stanca e confusa.

La domanda è tutt’altro che banale, pensa Alphonse. Scontato come quella definizione “Grandi della Terra” c’era soltanto l’ennesimo whisky, quello della staffa, che Alphonse decide di ingollare prima di rispondere.

“I Grandi della Terra adesso sono i banchieri, i finanzieri, gli uomini d’affari, i business-men”, risponde laconico Alphonse. “I veri Pesci Grossi”.

Il suo passato quasi candido – quasi – di poliziotto integerrimo e disincantato gli permette di avere sempre pronta una risposta filosofica.

Non una soluzione, giusto una risposta filosofica.

“Capito”, dice Geneviève, con l’aria di chi non ha capito niente.

“Vuoi compagnia, stanotte?”

Geneviève prova ad offrirgli la sua scadente mercanzia e la sua accogliente compagnia, ma Alphonse non è in serata.

“Sono stanco, vado a dormire”, risponde lui.

“Capito”, rimbalza lei.

La serata è andata male, come al solito. Il locale in cui Alphonse Ferreri si è rifugiato dopo aver appeso forzatamente pistola e distintivo al chiodo, non funziona. Eppure è in pieno centro a Lione, proprio dietro all’Opera; una strada laterale, rue Alexandre Luigini, misconosciuto musicista, probabilmente un fallito, ma pur sempre in centro città. Una volta l’edificio ospitava una celebre sartoria teatrale. Forse è il nome a essere sbagliato: Bistrot Alphonse. Triste da morire, ma non gli era venuto in mente niente di meglio. E nemmeno la sua collezione di vini piemontesi – Barolo e Barbera per cominciare, prodotti della sua terra d’origine – aveva attirato più di tanto questi francesi sciovinisti, a caccia soltanto di Beaujolais e di Bordeaux. Al massimo di Prosecco. Alphonse odia il Prosecco. È un vino falso come una moneta da tre euro, dice sempre lui.

Geneviève si è allontanata, sta pulendo i pochi tavoli occupati dai pochi clienti della serata, giusto qualche cerchio bagnato di bicchieri umidi e dimenticati su tavoli deserti. Alphonse ha finito alla svelta i conti in cassa, poco più di un centinaio di euro di incasso, roba da fare la fame. Di questo passo dovrà chiudere baracca. Quasi quasi, pensa, dovrebbe andarci anche lui a protestare contro i Grandi Economisti della Terra, i Pesci Grossi. Deve avere un gilet giallo nel cruscotto della macchina. Anzi, no. È arancione fosforescente, ma può andare bene lo stesso.

È uscito dal locale, aspetta che Geneviève finisca di pulire i tavoli, po bi, appena lei ha indossato il cappotto ed è uscita, abbassa rumorosamente la serranda del Bistrot Alphonse. Tutta colpa del night-club-lap dance-hammam “Histoire d’Eau” che gli ha aperto 20 metri accanto, in rue Joseph Serlin, un tizio assassinato dai tedeschi durante la Guerra. Brutto segno. Pare che, volendo, all’ ”Histoire d’Eau” si possa bere una bottiglia di Barolo, nudi, dentro alla piscina riscaldata e provvedere anche allo scambio di coppie. Così dicono. Ma loro non hanno il Barolo, preferiscono lo champagne. Non c’è competizione, pensa Alphonse.

Ormai è tutto chiuso nei dintorni, anche sulla Quai Jean Moulin. È una sera di un giorno feriale. È chiusa la pizzeria Carlita, che non è italiana nemmeno nel nome. È chiusa la palestra-fitness L’Appart, che sembra il nome di un’agenzia immobiliare. È chiuso anche lo studio veterinario delle giovani dottoresse Amélie Fayeulle e Emmanuelle Gerber, che sono pure belle fighe, ma hanno la metà dei suoi anni. E lui ne ha 49.

Oltre Place Louis Pradel, là in fondo, il Pont Morand si affaccia sul Rodano. Dall'altra parte della piazza, il commissariato di Polizia. Non quello dove lavorava lui. Un altro.

Geneviève non ha la metà degli anni di Alphonse. Più o meno siamo lì.

“Vuoi compagnia?”, ripete Geneviève, disperata al pensiero di passare la notte da sola.

“Sono stanco, un’altra volta”, dice Alphonse.

Entra dal portone di fianco al suo locale e sale nel suo misero appartamento, proprio sopra al Bistrot.

Casa e bottega.

Specifiche

  • Pagine: 174
  • Anno Pubblicazione: 2020
  • Formato: 15x21
  • Isbn: 9788831450010
  • Prezzo copertina: 12,00

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