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Edizioni Gabriele - La Parola

Gabriele
Questa è la Mia parola A e Ω

Questa è la Mia parola A e Ω
Prezzo Fiera 9,50
Il Vangelo di Gesù - La rivelazione del Cristo conosciuta oggi dai veri cristiani in tutto il mondo - versione tascabile

Un libro affascinante che racconta l’infanzia, la vita e l’opera di Gesù, il Cristo, in modo totalmente nuovo, libero da tradizioni, dogmi o concetti di fede prestabiliti: la verità sulla Sua vita e sul Suo operato in veste di Gesù di Nazareth. Il testo di un vangelo apocrifo viene spiegato, rettificato ed approfondito tramite la parola profetica dei nostri giorni, dando una visione globale di quanto avvenne 2000 anni fa. Il Cristo stesso risponde alle domande più profonde in merito alla guarigione, al rapporto con gli animali e la natura, alla vita dopo la morte, alla pace, al futuro dell’umanità, con molti aspetti che non sono stati riportati nei vangeli tradizionali. Vi leggiamo per esempio:

Gesù non ha portato agli uomini una religione esteriore, ma interiore: ci ha insegnato che Dio è un Padre colmo di amore, che non castiga, non si vendica, non invia gli uomini alla dannazione eterna, ma ha indicato ai Suoi figli la via per poter vivere in modo consapevole e appagato. Dio non si trova in chiese di pietra, ma è in ogni uomo, in ogni creatura.
Gesù si impegnò in ogni circostanza per gli animali, spiegando agli uomini che gli animali sono i loro fratelli minori e insegnando loro come vivere in unità con tutta la natura. Per questo motivo gli apostoli, i discepoli e i primi cristiani erano vegetariani e rispettavano la vita in ogni essere.
Nel libro «Questa è la Mia parola» viene spiegato come Gesù guariva i malati, si parla inoltre della legge di semina e raccolta, della guarigione di fede che proviene dall’interiore e della reincarnazione come possibilità per purificare l’anima nella scuola di vita terrena.

 

presentazione audio

http://www.dueminutiunlibro.it/puntate/questaelamiaparola.mp3

 

PER ALTRE INFO:

https://edizioni-gabriele.com/product/questa-e-la-mia-parola-il-vangelo-di-gesu/

29° CAPITOLO - inizio

 

Gesù sfama i cinquemila -

Gesù cammina sulle acque

 

Il Cristo, la Forza Parziale della Forza Primordiale, in Gesù di Nazareth - Spiegazione della moltiplicazione dei pesci - Cibo vivente e cibo morto - Mortificazione e fanatismo - Trasformazione delle abitudini negative sulla via verso la vita superiore (4-7). La paura è un dubbio nella forza e nell'amore di Dio (12-13). Non esiste il caso - L'uomo si trasforma, evolvendosi verso il Divino, solo lavorando su se stesso (14). Non tutti ricevettero aiuto e guarigione (17-18)

  1. Si avvicinava la festa della Pasqua e gli apostoli e coloro che li accompagnavano si radunarono attorno a Gesù e Gli raccontarono tutto quello che avevano fatto ed insegnato. Ed Egli disse loro: "Venite ed andiamo in un luogo appartato e riposate un poco.” C'erano infatti molte persone che andavano e venivano ed essi non potevano nemmeno mangiare in pace.
  2. E di nascosto andarono con una barca in un luogo deserto. Ma il popolo vide che si allontanavano. Molti Lo conoscevano e accorsero a piedi da tutte le città. Li precedettero e si riunirono presso di Lui.
  3. Sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla; ed era mosso da compassione, perché erano come pecore senza pastore.
  4. Sul far della sera, i Suoi discepoli vennero a Lui e dissero: "Il luogo è deserto ed è ormai tardi. Congedali perché vadano nei villaggi a comprarsi il pane, poiché non hanno nulla da mangiare.”
  5. Ma Gesù rispose e disse loro: "Date loro da mangiare!” E Gli risposero: "Dobbiamo andare a comprare il pane per duecento denari e darlo loro da mangiare?”
  6. Ma Egli disse loro: "Quanti pani avete? Andate a vedere.” E quando li ebbero contati, dissero: "Sei pani e sette grappoli d'uva.” Ed Egli comandò loro di sedersi sull'erba in gruppetti di cinquanta persone. E si sedettero in fila, suddivisi in file di cinquanta e cento persone.
  7. E dopo aver preso i sei pani e i sette grappoli d'uva, alzati gli occhi al cielo, pronunciò la benedizione, spezzò i pani e divise anche l'uva e li diede ai discepoli per distribuirli tra il popolo ed essi distribuirono tutto tra la gente. (Cap. 29, 1-7)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico

e approfondisco la parola

Io, il Cristo, operai in Gesù con i poteri del Padre, poiché ero in Gesù il Cristo, che Io Sono, d'eternità in eternità, il Coregnante dei cieli.

In Gesù, quale Forza Parziale della Forza Primordiale, portai la svolta decisiva nel processo della caduta: la Forza Parziale della Forza Primordiale divenne la forza redentrice ed è il sostegno di tutte le anime e di tutti gli uomini che agisce quale energia evolutiva per tutte le anime e per tutti gli uomini.

La Mia eredità, la Forza Parziale della Forza Primordiale, affluì in Me, in Gesù, e operò attraverso di Me. Mi collegai quindi con la Mia potente eredità e, con questa forza, fui in grado di compiere anche i cosiddetti grandi miracoli e le guarigioni.

Il Mio mandato prevedeva anche di aiutare e guarire gli uomini e di risuscitare i morti. Compii tutto ciò con i poteri conferitiMi da Mio Padre, in collegamento con la Mia eredità, con la Forza Parziale della Forza Primordiale, mostrando così agli uomini la potenza del Cristo-Dio sulla terra. Con la moltiplicazione dei pani, della frutta e dei pesci, mostrai loro che nessun uomo deve soffrire la fame o vivere di stenti, se compie le Leggi di Dio.

Nel cosiddetto miracolo della moltiplicazione divenne manifesto che l'uomo potrebbe vivere nella pienezza, se adempisse la volontà di Dio; infatti, la Legge universale è inesauribile per gli esseri spirituali, per le anime e per gli uomini che compiono la volontà del Padre Mio, che è anche loro Padre.

I Miei discepoli Mi portarono pani e uva da moltiplicare. In quel giorno Mi vennero portati anche pesci morti da moltiplicare. Quando presi nelle Mie mani quella sostanza morta, spiegai agli uomini che il potenziale di forze del Padre, l'alta forza vitale, si era ampiamente ritirato dai pesci e che Io non avrei creato pesci viventi per poi ucciderli.

Spiegai agli uomini che la vita si trova in tutte le forme di vita e che l'uomo non deve ucciderle intenzionalmente. Gli uomini, in particolare i bambini, Mi guardarono con tristezza. Non potevano capirMi, perché vivevano per lo più di pesce, pane e poche altre cose. Allora dissi loro, a senso: le energie della terra mantengono per un po' i pesci morti nella loro forma. Perciò Io non vi donerò pesci viventi dallo Spirito del Padre, ma, attingendo all'energia della terra, creerò per voi pesci morti, quindi poveri di vibrazione. Essi non porteranno mai vita in sé e non potranno quindi essere uccisi. Vi voglio mostrare che gusto hanno le cose viventi, il pane e i frutti, e metterli a confronto col cibo morto.

Con le energie della terra, creai per loro pesci che contenevano poca sostanza spirituale. Diedi loro i pesci morti e comandai loro di mangiare anche pane e frutti, affinché riconoscessero la differenza tra il cibo vivente e quello morto, tra il cibo ad alta e quello a bassa vibrazione.

Istruii gli uomini in questo modo ed in modo analogo. Inoltre indicai loro - e indico con ciò anche a voi che leggete le Mie parole - che troncare le vecchie abitudini, in qualsiasi modo, è fanatismo. Colui che abbandona le cose abituali da un minuto all'altro le interrompe, ma non le trasforma. Quest'interruzione racchiude in sé il germe che fa rispuntare vecchie abitudini represse, che possono eventualmente ripresentarsi più ostinate di prima che l'uomo si mortificasse e possono essere più difficili da eliminare.

Le vecchie abitudini non dovrebbero quindi essere troncate, ma l'uomo dovrebbe invece abbandonarle gradualmente fino a trasformarle, rivolgendosi verso mete e valori più elevati. Questo è il passaggio spirituale verso nuove sponde.

In ogni mortificazione si trova il fanatismo. Un fanatico giudica in sensazioni e pensieri il suo prossimo che ha ancora aspetti simili o analoghi a quelli che lui stesso ha represso. In tal modo alimenta ciò che ha represso.

Riconoscete: all'uomo legato alle abitudini si dovranno fare ancora certe concessioni umane, fino a che egli stesso riconoscerà i propri difetti e, tramite l'autoconoscenza e l'esperienza di sé, oppure tramite la sofferenza, lascerà le vecchie cose per maturare spiritualmente. In questo modo potrà comprendere rettamente ed essere guidato, in base alla Legge.

Con la moltiplicazione dei pesci mostrai che l'uomo si deve trasformare e non mortificare. Ogni trasformazione avviene secondo la Legge; è il passaggio dalla vita infima a quella elevata. Come un sasso non può trasformarsi in un fiore da un giorno all'altro, ma solo nel corso del processo evolutivo, anche l'uomo non può trasformare da un'ora all'altra le proprie abitudini radicate nel sangue e nell'anima, diventando un uomo assolutamente spirituale. Come il sasso si trasforma nel corso dell'evoluzione, anche l'uomo si trasforma dall'infimo al superiore.

La trasformazione è quindi un processo di cambiamento dall'umano allo spirituale che comporta l'abbandono graduale dei lati umani e, allo stesso tempo, il risveglio alla vita divino-spirituale.

  1. E tutti mangiarono e furono saziati. E raccolsero dodici cesti pieni di avanzi. E quelli che avevano mangiato i pani e i frutti erano cinquemila uomini, donne e bambini; ed Egli insegnò loro molte cose.

 

Specifiche

  • Pagine: 1100
  • Anno Pubblicazione: quarta edizione 2011
  • Formato: edizione tascabile
  • Isbn: 88-85886-92-2
  • Prezzo copertina: 9,50

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